Da poco è morta la mia ultima nonna, una donna molto particolare, che ha avuto una grande influenza sulla mia crescita ed educazione. Chi non ha avuto modo di conoscerla bene non può capire le mie parole ma vi posso garantire che è stata la persona più cattiva, egoista e stronza che io abbia mai conosciuto ed è proprio per questo che mi ha insegnato tanto, tantissimo. Abbiamo vissuto nello stesso podere per ben 16 anni.
Subito dopo la sua morte mi è venuto d’istinto di scrivere qualcosa che avrei potuto leggere al suo funerale ma poi ho pensato che non ne valeva la pena. Ho poi deciso di condividere in questo spazio quelle righe:
“Ciao nonna,
sei stata una figura importante nella mia vita, molto importante, nel bene, e soprattutto nel male.
La tua personalità, seppur poco amabile, è stata decisamente forte, tanto da aver influenzato pesantemente la mia, dati tutti gli anni che abbiamo vissuto vicini e i nostri innumerevoli e animati scambi di opinione.
Ho tantissimi ricordi legati a te, da quando da bambino ti chiamavo nonna chicche, perché ci riempivi di caramelle, a quando ancora adolescente ho dovuto spiegarti come funziona l’eclissi solare, che eri convinta che il sole si oscurasse perché ci passava la Terra davanti…
Sei stata una nonna dura, sempre sicura di se, cattiva, crudele e fredda come nessun’altra che io abbia mai incontrato, però ti sono grato perché mi hai insegnato tanto. Starti vicino tutti quegli anni è stata una prova di forza per me, mi hai sempre spinto a fare meglio, a cercare di essere sempre più furbo e scaltro per dribblare le tue cattiverie; mi hai fatto capire sulla mia pelle che le parole possono ferire più dei coltelli, hai messo in dubbio ogni mia certezza, hai massacrato a parole ogni componente della famiglia e non solo, mi hai aiutato ad essere più forte ma anche a capire come non volevo essere, sei stata un ottimo esempio in questo.
Tutto ciò per dirti che ti ho voluto bene, un bene particolare, non come quello di un nipote alla sua dolce nonnina ma un bene più simile a quello che ha la vittima col suo carnefice, la cosiddetta sindrome di Stoccolma, quasi l’affetto che ha un allievo umile per il suo maestro severo, intransigente ed anaffettivo.
Grazie nonna, un sincero grazie di cuore perché sei stata l’unica ad avermi insegnato certe cose, rimarrai per sempre una figura indelebile nel mio cuore.”
Addio
Massimiliano Dalla Rovere